Nuclei storici

Monte Isola

 Monte Isola


CONDIVIDI CON UN AMICO!

Pagina in allestimento.

Situata al centro del lago d’Iseo, Monte Isola è una montagna alta 600 m sul livello del mare con una circonferenza di 9 km. Il ramo del lago rivolto a est dell’isola verso la sponda bresciana è detto Canale di Sale, mentre lo spazio lacustre a ovest verso il bergamasco è denominato Canale di Tavernola. Allineate con Monte Isola, lungo la cresta montuosa che in tempi geologici separava le due vallate, vi sono le isole di Loreto, a nord, e di San Paolo, a sud [54]. Il versante dell’isola rivolto a oriente è scosceso e boscoso, quello a occidente digradante e strutturato a terrazzamenti con ampi campi coltivati.

I borghi che lambiscono il lago sono Peschiera, Sensole, Porto di Siviano e Carzano; quelli sparsi a mezza collina, Siviano, Sinchignano e Menzino; quelli in montagna Senzano, Masse, Olzano e, quasi sulla cima del monte, Cure. I paesi, sparsi lungo i versanti, sono caratterizzati dalle impronte delle varie epoche storiche.

È probabile l’esistenza in epoca romana di insediamenti agricoli legati alla coltivazione, soprattutto sul versante ovest, di seminativi, di vigneti e oliveti. Ne sono testimonianza i toponimi con desinenza “ano” che riflettono l’origine prediale romana (dal nome del proprietario del fondo). In particolare il nome della contrada di Masse, derivato dal latino massae, indica in età tardoromana la presenza di grandi proprietà rurali.

Gli insediamenti agricoli si conservarono anche nell’alto Medioevo e si ritrovano nel 905 tra i beni del monastero femminile, di fondazione longobarda, di Santa Giulia di Brescia.

Il documento menziona una insula curtis organizzata in poderi coltivati da coloni affittuari o condotti direttamente dal monastero. L’inventario di Santa Giulia parla di una selva, utilizzata per la nutrizione di circa 70 maiali, e di un portus, probabilmente ubicato presso l’attuale porto di Siviano, che indica nel canale di Tavernola la direttrice principale della navigazione tra Iseo e Pisogne. La curtis si localizzava nelle terre alte dell’isola (Olzano, Masse, Senzano e Cure) caratterizzate da terrazzi morenici pianeggianti che ben si prestavano allo sfruttamento agricolo e nel contempo garantivano una discreta capacità difensiva. L’abitato di Masse è quello che meglio ha conservato l’aspetto dell’antico insediamento agricolo medievale: imponenti case in pietra dotate di portici e cortili, disposte a pettine lungo un’unica via centrale.

Risale al 1091 l’atto di donazione, da parte di esponenti della nobiltà longobarda, della chiesa sita sull’isola di San Paolo [54] all’Ordine di Cluny, che vi istituì un priorato.

Un documento della seconda metà del XII secolo attesta l’esistenza della chiesa di Santa Maria de Curis (l’attuale Santuario [58]) con annessa domus religiosa femminile dipendente dalla pieve di San Zenone di Sale Marasino.

Durante il XIII e XIV secolo il baricentro dell’isola si spostò dalle aree montane a quelle più vicine al lago, grazie all’impulso edificatorio dato dalla famiglia degli Oldofredi di Iseo. In questi secoli si strutturarono i borghi fortificati di Siviano, a controllo dell’omonimo porto, di Peschiera, dotata di castello[61], e della rocca sopra Sensole. Gli Oldofredi, di fede ghibellina, a metà del XIV secolo ospitarono più volte Matteo Visconti per la caccia alle anatre e per battute di pesca. Con l’avvento del dominio della Repubblica Veneta gli Oldofredi caddero in disgrazia e a essi subentrò in diverse proprietà la famiglia Martinengo che acquisì la rocca di Sensole e costruì, tra XV e XVI secolo, un bel palazzo a Carzano.

Tra il ‘600 e il ‘700 il territorio è densamente popolato e sviluppa un’economia legata alla pesca, alla costruzione delle barche e alla produzione di reti, che rimarrà inalterata fino a buona parte del Novecento. Alla fine del ‘700 la reputazione di Monte Isola come terra di tessitori di reti (da pesca e da caccia) era ben consolidata e nei primi anni dell’800 vennero aperti a Brescia da imprenditori montisolani ben cinque negozi. Nel secondo dopoguerra la produzione si industrializzò allargandosi a nuovi tipi di reti (sportive e amache).

Dalla seconda metà dell’800 in poi si registrò un forte sviluppo turistico con ospiti illustri tra i quali George Sand, Carlo Cattaneo, Gabriele Rosa e Giuseppe Zanardelli.

I centri storici più significativi per una visita sono Siviano, Carzano e Peschiera Maraglio.

Siviano è il capoluogo, citato in un documento degli Statuti del Comune di Brescia del 1174. Le robuste muraglie di molte case, i pesanti voltoni di tante altre, e soprattutto la torre Oldofredi alta 20 m, lasciano intravedere, nonostante le profonde trasformazioni, la sua struttura di borgo medievale. Percorrendo la via principale è possibile scorgere, alla base di alcuni edifici, le tracce di tre o quattro case-torre di minori dimensioni e i resti di mura che collegavano queste strutture in un unico recinto fortificato. Dal Trecento al Seicento, intorno agli edifici preesistenti, si aggregarono eleganti case con portici e loggiati muniti di colonne di pietra di Sarnico e portali scolpiti ornati di stemmi. Il paese divenne sede di nobili famiglie bresciane che scelsero di trasferirsi qui, per fuggire le epidemie e per la gradevole posizione del paese fra ulivi e vigneti, esposto al sole dall’alba al tramonto. Sulla via principale si incontra l’oratorio Fenni, settecentesca chiesetta dedicata alla Madonna posta vicino al palazzo di famiglia. Oggi la chiesa è intitolata a santa Barbara, a ricordo dei molti minatori qui residenti. Sovrasta il paese la grande parrocchiale dedicata ai santi Faustino e Giovita [57].

Carzano, situato nella parte nord orientale dell’isola, mostra nella sua struttura lo stretto rapporto con l’acqua. Lungo l’angusta strada principale, si affacciano sul lato a monte le scalinate, gli antichi portali di palazzi signorili, ma sul lato opposto gli edifici sono costruiti sull’acqua con la possibilità di imbarcarsi direttamente dalle aperture a lago delle case.

Carzano era nel ‘400 un feudo della famiglia Martinengo di Brescia che vi possedeva terre e un palazzo, oggi Ziliani, ancora ben conservato al centro del paese. La chiesa [56] settecentesca (1734) ricorda un passato legato alla pesca e, come quella più antica (1578), è dedicata a san Giovanni Battista ribattezzato dai pescatori “San Gioàn dè le sardéne” (San Giovanni delle sardine). Da menzionare la tradizionale festa di Santa Croce che dal 1830 si rinnova ogni cinque anni. 

Peschiera era un borgo di pescatori, ed è il paese più vicino alla terraferma, separato da Sulzano da soli 800 m di lago; si presenta come una lingua di terra sull’estremità sud-est dell’isola, completamente occupata da case strettamente addossate tra loro. Gli edifici sono separati da stretti vicoli che un tempo conducevano direttamente alle imbarcazioni. La barca, le reti e gli attrezzi per la pesca, ancora in mostra in alcuni cortili o sotto le volte di stretti vicoli, testimoniano le tre specifiche attività di questo luogo: la pesca, la costruzione delle barche e la fabbricazione delle reti. 

La parte più antica della contrada è posta dei dintorni del castello Oldofredi [61]e della chiesa parrocchiale dedicata a san Michele [55] con l’attiguo oratorio di San Rocco [133]. Su parte della rocca medievale venne edificata nell’800 una grande villa dalla famiglia Maraglio che aggiunse il suo nome al paese. Sul lungolago, realizzato fra il 1810 e il 1850, si trova l’ufficio comunale delle informazioni turistiche in cui è possibile visionare una piccola esposizione con oggetti per la pesca e un’imbarcazione.

I principali punti d’attracco attuali sono Carzano e Peschiera con servizi di traghetto in grado di collegare giorno e notte l’isola con la sponda bresciana. Christo, con la sua installazione The Floating Piers, ha creato un collegamento effimero, ma di grande suggestione, con la sponda bresciana [134].

Sull’isola non si può circolare in automobile e i motocicli sono riservati ai residenti. Si può conoscere l’intera Monte Isola utilizzando il pullman del servizio pubblico comunale che collega tutte le frazioni, camminando o pedalando in bicicletta fra salite e discese oppure costeggiando la riva in battello.

Il sabato, la domenica e i festivi è attivo dalle 10.00 alle 18.30 un servizio di Shuttle Bus che parte nei pressi del Pontile 1 di Peschiera Maraglio e porta al piccolo abitato di Cure, da dove poi si snoda il sentiero che in pochi minuti porta al Santuario della Madonna della Ceriola. 

 

Angelo Valsecchi


Potrebbe interessarti anche...

Case e appartamenti per vacanza


Iseo LakeRental - La Stallina Piano Terra
La Stallina è uno chalet completamente ristrutturato a pochi passi dal lago immerso in un ...

Case e appartamenti per vacanza


Iseo LakeRental - La Stallina Primo Piano
La Stallina è uno chalet completamente ristrutturato a pochi passi dal lago immerso in un ...

Case e appartamenti per vacanza


Iseo LakeRental - La Stallina Attico
La Stallina è uno chalet completamente ristrutturato a pochi passi dal lago immerso in un ...