Giovedì, 24 Agosto 2017
The Floating Piers - Il vecchio sogno dell’umanità: camminare sull’acqua - L’esperienza della giornalista tedesca Annalena Hieber-


The Floating Piers - Il vecchio sogno dell’umanità: camminare sull’acqua

- L’esperienza della giornalista tedesca Annalena Hieber-

Quando ho sentito che Christo avrebbe fatto la sua - probabilmente ultima - opera al Lago d’Iseo, mi sono decisa di recarmici con la mia macchina fotografica. Attualmente sono redattrice e presentatrice, ma durante i miei anni nel canale televisivo ho anche imparato a fare riprese e montaggio video. Nel caso di Floating Piers non c’era nessuno che aveva voglia di sponsorizzare il mio viaggio - come succede sfortunatamente spesso con i temi d’arte - e così ho deciso di realizzare un progetto in proprio. Ho sempre adorato molto l’arte di Christo e Jean-Claude e quando studiai per la maturità, mi occupai profondamente di tutte le sue opere. Era qualcosa che mi riempiva di orgoglio l'avere l'opportunità di andarci con la macchina - questo non è mai stato possibile con le sue ultime opere. L’altra cosa che mi ha motivato molto è stata l'intenzione di volermi trasferire in Italia e lavorare qui come giornalista. The Floating Piers era il mio primo progetto in Italia.

Sono arrivata al Lago d’Iseo a tarda notte e soggiornavo in un paesino sopra Pisogne, in località Val Palot. Ho prenotato l'alloggio per tre giorni perché sapevo in anticipo che non sarebbe stato facile organizzare le riprese a causa della massa di gente che, come me, aspettava il suo turno per visitare l'opera. Di notte, a causa del buio, non potevo vedere molto, e più grande fu quindi la sorpresa e la gioia quando, la mattina del giorno seguente, riuscii e vederlo. Dapprima cominciai a fare riprese da una collina sopra Sulzano e restai impressionata dalla grandezza e perfezione di questo galleggiante sentiero arancione. La riva di Sulzano unita a Monte Isola grazie al sentiero galleggiante - che meraviglia! Solo sedici giorni è rimasta questa costruzione straordinaria e il vecchio sogno dell'umanità di camminare sull'acqua fu possibile per tutti coloro accorsi per vederlo. Questa è una delle cose più belle create da Christo: la sua arte porta gente da tutto il mondo. Così è stato anche per il Lago d’Iseo e questa fu contemporaneamente la sfida da affrontare. Dopo le riprese dall'alto, sono scesa a Sulzano conscia che avrei dovuto accettare l'idea di non riuscire a farmi un'idea autentica di The Floating Piers solo salendo sullo stesso o riprendendolo dalla riva. Ma come fare a mostrare la sua grandezza, il suo fascino? Dopo qualche minuto riflettendoci profondamente, la risposta fu per me chiara: dovevo avvicinarmici sull'acqua e fare le riprese da una barca! Perché la più grande caratteristica di questa opera di Christo era l’armonia artistica d'insieme della passerella con l’acqua che la circondava. Per riuscire in questo compito andai inizialmente sul traghetto pubblico, che partiva da Pisogne e conduceva a Monte Isola. Ma ciò non fu di grande aiuto perché la navetta era piena di gente e non trovavo davvero spazio per fare belle riprese. Quando sono sbarcata su Monte Isola, avevo lo stesso problema e in aggiunta un calore incredibile; fu una vera sfida riprendere The Floating Piers, sia per la luce abbagliante che per la moltitudine di gente che camminava vicino a me. Mi resi conto che così non sarei mai riuscita a fare neanche un minuto di belle riprese e, un’ poco delusa, sono ritornata a Pisogne.

Pensavo: "adesso hai provato dall'alto, dal traghetto e camminando su Monte Isola - che cos'altro provare?". Così mi è venuta una seconda idea: una barca privata, ma allo stesso tempo era un'ipotesi un po' utopistica perché non potevo pagare nessuno e inoltre, l'anno scorso, non parlavo italiano correntemente. Ma dovevo rinunciare per questo? Sarebbe stato stupido secondo me e così ho cominciato a cercare un porto dove attraccano le barche private. Quando l'ho trovato non mi è stato possibile entrarci perché chiuso. Non ho visto neppure nessuno al suo interno, allora mi sono fermata sulla riva ad aspettare. Un’ora dopo un’uomo anziano è arrivato e sono riuscita a spiegargli cosa volessi fare. E' stato molto gentile ma diceva che, sfortunatamente, non conosceva persone a cui chiedere, perché tutti erano assenti per le vacanze. In quel momento fui presa dallo sconforto pensando addirittura di ripartire per la Germania senza aver concluso nulla. Proprio in quel momento, l’uomo gentile di poco prima, mi disse che, se avessi voluto, potevo aspettare con lui, bere un caffè e forse, con un po' di fortuna (e pazienza) avrei trovato qualcuno che mi avrebbe portato con sè con la sua barca. L’ultimo tentativo di fare le mie riprese, era chiaro che lo avrei provato. Non aspettai per molto tempo che due ragazzi, solo di qualche anno più grandi di me, sono arrivati - ovviamente pronti per un giro in barca. "Chiediglielo!", diceva il mio gentile amico. Così ho fatto, pensando allo stesso tempo che la mia professione mi porta e mi porterà davvero in situazioni uniche come questa. I due ragazzi si chiamavano Beppe e Massimo e la barca era di proprietà del primo. Tutte e due mi dissero subito che potevo andare con loro e con due loro amiche che sarebbe arrivate da lì a poco. Ero davvero stata fortunata, senza di loro non avrei potuto realizzare il mio film. Le due ragazze si chiamavano Annapaola e Federica, anch'esse aperte e gentili. Anche se non parlavo correntemente italiano, riuscivo a spiegare loro tutto ciò che volevo fare e abbiam fatto un bellissimo giro, attorno a tutti i Floating Piers. Mi hanno anche aiutato ad installare la GoPro così avrei avuto un'altra prospettiva. Abbiamo girato molto vicino alla passerella e a Monte Isola. In questo modo è stato possibile realizzare il film esattamente come avevo in mente, con l'esperienza unica della prospettiva in barca, perché anche oggi sono convinta che l'esperienza è stata la più autentica in quanto si poteva vedere tutta la bellezza e grandezza di The Floating Piers da quel punto di vista.

Non volevo creare scene artificiali come si fa di solito nei film, preferivo captare la realtà sulla barca e quella era proprio come si vede oggi nello mio film: quattro (o cinque con me) persone giovani, godendosi forse l’ultima opera di Christo sull'acqua. So che il mio film ha i suoi limiti con il colore un poco differente tra GoPro e l'altra macchina fotografica, come pure le difficoltà causate dal movimento ondoso ma alla fine, per me, è stato un progetto venuto dal cuore perché sono riuscita a combinare tre bellissime cose: ho potuto realizzare il mio primo progetto nel mio paese preferito, l'Italia, ho avuto l'opportunità di, non solo vedere, ma anche vivere un l'opera di Christo, l'artista che ho sempre ammirato molto, e l'essermi sentita a mio agio con i quattro ragazzi italiani gentilissimi che, nonostante non mi avessero mai conosciuto prima, hanno accolto me, una straniera, sulla loro barca addirittura con una macchina fotografica e delle riprese da compiere. In loro compagnia non ho soltanto fatto le riprese, ma anche goduto della gita in barca, con molti bagni, bella musica e molti momenti divertenti.
Grazie a voi!!! Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il vostro aiuto.

 

 

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DEUTCH

 

Die ‚Floating Piers‘ - Der alte Traum der Menschheit über Wasser zu gehen

Erfahrungen der deutschen Journalistin Annalena Hieber


Als ich erfuhr, dass Christo sein wahrscheinlich letztes Kunstwerk am Lago Iseo machen wird, habe ich beschlossen mit meinem Auto und meiner Filmkamera dorthin zu gehen. Eigentlich bin ich Redakteurin und Moderatorin, aber während meinen Jahren in einem Fernsehsender habe ich mir auch angeeignet zu filmen und zu schneiden. Im Fall der ‚Floating Piers‘ gab es niemanden, der mich bezahlen wollte, wie es leider oft der Fall ist bei Themen mit Kunst. So habe ich beschlossen das Projekt eigeninitiativ umzusetzen. Ich habe die Kunst von Christo und Jean-Claude schon immer sehr gemocht und als ich auf das Abitur lernte, habe ich mich intensiv mit ihren Kunstwerken beschäftigt. Für mich war es so etwas wie eine Ehre, die Möglichkeit zu haben mit dem Auto eines ihrer Kunstwerke zu erreichen, denn das wäre bei den anderen Werken nicht möglich gewesen. Was mich außerdem stark motivierte war die Tatsache, dass ich nach Italien ziehen will um dort als Journalistin zu arbeiten. Die ‚Floating Piers‘ waren mein erstes Projekt in Italien.


Spät Nachts kam ich am Lago Iseo an und lebte in einem kleinen Örtchen oberhalb von Pisogne, der Val Palot hieß. Ich habe für drei Tage gebucht, weil ich schon im Voraus wusste, dass es nicht einfach werden würde die Filmaufnahmen um zu setzen, wenn man die Menschenmengen, die erwartet wurden in Betracht zieht. Nachts konnte ich nicht viel sehen. Umso größer war die Überraschung und Freude am Tag darauf als ich den Umfang und die Perfektion von diesem schwimmenden Steg in orange erblickte. Das Ufer von Suzano verbunden mit dem Ufer der Monte Isola und alles dank dem schwimmenden Steg. Was für ein Wunderwerk! Nur sechzehn Tage lang ist dieses herausragende Kunstwerk erhalten geblieben und der alte Traum der Menschheit war für alle, die gekommen sind möglich. Genau das macht eine Facette der Faszination seiner Kunst aus: sie bringt Menschen aus aller Welt zusammen. So war es auch am Lago Iseo und für mich gleichzeitig eine Herausforderung. Nach den Aufnahmen von oben, ging ich nach Suzano und musste mir eingestehen, dass es nur durch Aufnahmen vom Ufer oder vom schwimmenden Steg aus nicht möglich war, sich ein originalgetreues Bild von den ‚Floating Piers‘ zu machen. Aber wie könnte ich seine Größe und seine Faszination zeigen? Nachdem ich einige Minuten intensiv darüber nachdachte, war die Antwort für mich klar: ich musste auch aufs Wasser und die Aufnahmen von einem Boot aus machen! Weil die größte Besonderheit an diesem Werk von Christo, war die Harmonie von Kunst und Wasser. Um das zu bewerkstelligen, ging ich erst auf ein öffentliches Schiff, das in Pisogne ablegte und bis zur Monte Isola fuhr. Das war nicht erfolgsgekrönt, weil das Schiff überfüllt war und ich keinen Platz fand um schöne Aufnahmen zu machen. Als ich auf der Monte Isola entlang wanderte, hatte ich mit dem selben Problem zu kämpfen und noch hinzu kam eine drückende Hitze, die auch für die Belichtung ein echtes Problem wurde. Ich wusste, dass es so keine schönen Bilder bekommen würde und etwas enttäuscht kehrte ich nach Pisogne zurück. Ich dachte mir, jetzt habe ich es von der Höhe versucht, vom schwimmenden Steg aus, vom Weg auf der Insel und vom Schiff. Was bleibt noch? So kam mir die Idee für eine mögliche Lösung: ein privates Boot. Zur selben Zeit dachte ich, dass ist sicher utopisch, weil ich niemanden bezahlen konnte und letztes Jahr sprach ich auch nicht fließend italienisch. Aber deshalb aufgeben? Das wäre meiner Meinung nach eine Dummheit gewesen und deshalb habe ich einen Hafen gesucht, indem die privaten Boote lagen. Als ich ihn gefunden habe, war er geschlossen. Ich habe auch niemanden gesehen und dann beschlossen mich ans Ufer zu setzen und zu warten. Eine Stunde später kam ein älterer Herr und ich habe es geschafft ihm zu erklären, was ich machen wollte. Er war sehr nett, aber er sagte, dass alle, die er kenne leider im Urlaub seien und er niemanden anderen kenne, den ich fragen könne. Das war der Moment als mich der Mut wirklich etwas verließ und ich dachte jetzt muss ich nach Deutschland zurück kehren ohne Ergebnis. Aber dann sagte der nette Herr ich könne bei ihm warten, einen Café trinken und vielleicht habe ich Glück und jemand nehme mich mit. Es war keine Frage was ich tat und ich musste nicht lange warten. Zwei Jungs - nur ein paar Jahre älter als ich - kamen an und waren offenbar bereit für einen Bootstrip. „Frag sie“, sagte mein netter Freund. Ich tat es und dachte zur selben Zeit, dass mich mein Beruf ab und zu wirklich in einmalige Situationen bringt. Die beiden jungen Männer hießen Beppe und Massimo und es war das Boot von Beppe. Beide sagten ohne zu zögern ich könne mitkommen und dass noch zwei Freundinnen in Kürze kommen würden. Die Mädels hießen Anna-Paola und Fredrick und waren genauso offen und sympathisch. Obwohl ich letztes Jahr alles andere als fließend italienisch sprach, bekam ich es auf die Reihe ihnen zu erklären, was ich machen wollte. Wir machten eine wunderbare Bootstour und umschifften das ganze Kunstwerk der Floating Piers. Sie halfen mir die Go Pro zu installieren und so hatte ich noch eine zweite Perspektive. Wir tuckerten ganz nah am schwimmenden Steg und der Monte Isola vorbei. So war es möglich den Film genauso umzusetzen wie ich es wollte: wie ein einmaliges Miterleben vom Boot aus. denn auch heute noch bin ich überzeugt, dass der authentische Ansatz die Floating Piers zu verbildlichen, der vom Boot aus war. Von dort aus konnte man seine ganze Größe und Schönheit sehen. Ich wollte keine künstlichen Szenen einsetzen wie es sonst üblich ist beim Film. Ich zog vor die Realität auf dem Boot einzufangen und die ist es, die man heute im Film sieht: vier (oder fünf zusammen mit mir) junge Menschen, die das vielleicht letzte Werk von Christo vom Wasser aus bewundern und genießen. Mir ist bewusst, dass mein film seine technischen Schwächen hat was die Lichtunterschiede meiner beiden Kameras angeht oder zuviel Bewegung durch den Wellengang, aber am Ende des Tages war es vor allem ein Herzensprojekt indem es mir gelang gleich drei schöne Sachen zu vereinen: ich setzte mein erstes Projekt in meinem Lieblingsland um - Italien. Ich hatte nicht nur die Chance eines der Kunstwerke von meinem Lieblingskünstler Christo zu sehen, sondern auch eine bleibende Erinnerung davon zu bekommen. Und ich habe mich die ganze Zeit über bei den vier sympathischen Italienern unheimlich gut aufgehoben gefühlt. Keiner kannte mich vorher und sie waren nicht nur einverstanden eine völlig Fremde mit auf ihr Boot zu nehmen, sondern auch noch eine mit Filmkamera. Mit den vier zusammen habe ich nicht einfach nur Aufnahmen gemacht, sondern auch in vollen Zügen den Bootstrip genossen. Mit vielen Sprüngen ins Nass, guter Musik und lustigen Momenten. Ich danke euch! Ohne eure Hilfe wäre es nicht möglich gewesen.

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